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Rassegna Stampa

( a Gennaio 2016 )




15 Gennaio 2016 – MIASTENIA: riconosciuta in tutto il mondo l’efficacia della cura pisana chirurgica e farmacologica


Dal sito dell’ AOUP “http://sitovecchio.ao-pisa.toscana.it”:

“Che a Pisa ci fosse un centro di rilevanza nazionale per la cura della miastenia gravis con un percorso integrato sia chirurgico che farmacologico era noto,
tanto che da diversi anni ormai vengono a curarsi qui pazienti da tutt’Italia.

Adesso la validazione definitiva sull’efficacia del percorso assistenziale praticato in Aoup è arrivata dalla comunità scientifica internazionale nel corso del recente congresso a Oxford, promosso dalla professoressa Angela Vincent e da tutti i principali ricercatori di tutto il mondo dedicati allo studio e alla cura di questa patologia. Al convegno sono stati infatti riportati gli attesissimi e fondamentali esiti del Trial (studio clinico controllato), durato circa un decennio, dedicato all’analisi dei risultati inerenti l’efficacia della timectomia (asportazione della ghiandola del timo) nella miastenia gravis.

Questo trial ha non solo confermato l’efficacia della procedura chirurgica nei pazienti affetti da miastenia ma ha anche validato il ruolo fondamentale della timectomia radicale.
E’ stato quindi ampiamente convalidato quanto sostenuto da molti anni anche dalla scuola pisana sia neurologica che chirurgica. Il lavoro scientifico, intitolato “Thymectomy as a strategic intervention in Myasthenia Gravis: the long–term experience in our centre”, presentato a Oxford dalla dottoressa Roberta Ricciardi e dal dottor Michelangelo Maestri, riguardava proprio i positivi risultati clinici ottenuti su circa 450 pazienti sottoposti a timectomia dal professor Alfredo Mussi, dal professor Marco Lucchi e dalla dottoressa Franca Melfi, della Chirurgia toracica dell’Aoup.

I dati della scuola pisana hanno quindi ulteriormente confermato quanto emerso dal trial e hanno destato l’interesse di tutti i partecipanti anche per i grandi numeri presentati. L’importanza fondamentale di associare poi alla timectomia anche una corretta terapia neurologica a lungo termine, in molti casi personalizzata ossia adattata al paziente e alla sua particolare condizione clinica – associazione ritenuta un cardine del successo terapeutico nella cura della miastenia dalla scuola pisana – è stata poi ampiamente confermata dal trial e dagli esperti partecipanti al convegno.

Per i neurologi pisani presenti, che hanno creduto da più di venticinque anni incondizionatamente nell’importanza strategica di questo intervento nel paziente affetto da miastenia, l’annuncio di questo atteso risultato è stato davvero molto emozionante e tutti i colleghi presenti hanno ringraziato simbolicamente, in un brindisi alla memoria, i due promotori di questo studio: il chirurgo toracico americano Alfred Jaretzki e il neurologo inglese John Newsom-Devis che straordinariamente continuano a vivere in tutti gli studiosi specialisti di miastenia attraverso il loro indimenticabile spirito e i loro insegnamenti. Alla professoressa Angela Vincent, di Oxford, a cui si deve non solo l’organizzazione del convegno ma anche un impegno straordinario nello studio e nella ricerca per la miastenia gravis, è andato poi l’incondizionato grazie di tutti i partecipanti.”


Il Congresso di Oxford: “MGTX Conference Oxford January 2016”







Dicembre 2014, periodico OK:


Il periodico “OK salute e benessere”, nella rubrica “LA MIA STORA …MALATTIE RARE”, pubblica lal storia di Elisa, colpita da Miastenia Gravis nel 1996 all’ età di 12 anni. Dopo varie terapie si è rivolta all’ Ambulatorio per la Miastenia Gravis dell’ Ospedale AOUP di Pisa diretto dalla dr. Ricciardi, adesso “Percorso Miastenia”, e grazie alla terapia personalizzata, dall’ età di 18 anni non accusa più i sintomi della miastenia.
Nell’ articolo il FOCUS sulla malattia.

Scarica e leggi l’ articolo: “OK – Dicembre 2014”







Luglio 2014, Toscana Medica N°7: recensione di ‘Vivere la miastenia’ edizione ampliata e aggiornata 2012

Sulle pagine di ToscanaMedica N°7, Luglio/Agosto 2014, è stata pubblicata la seguente recensione del libro “Vivere la miastenia” nuova edizione ampiata e aggiornata 2012:

Il Guaritore ferito
ROBERTA RICCIARDI, GIOVANNI PAOLO FONTANA
Edizioni Franco Angeli

Roberta Ricciardi e Giovanni Paolo Fontana pubblicano per le Edizioni Franco Angeli una nuova edizione di “Vivere la miastenia”. Un testo sicuramente importante sul piano clinico per la panoramica esaustiva e leggibile che offre su questa rara e importante malattia. Ma un libro che si legge anche come una lunga intervista all’autore che, come il centauro della mitologia, ha sofferto ella stessa della patologia ed è riuscita non solo a superarla ma a diventarne uno dei massimi esperti. Come tale ha creato a Pisa un Centro, forse il più importante sul piano nazionale, cui si rivolgono centinaia di pazienti da tutta Italia che sono presi in carico sul piano medico, chirurgico e psicologico così da tentare una risposta globale ad esigenze complessive. Insomma ci troviamo di fronte ad un paradigma della medicina moderna. Una scienza che spesso non può guarire ma che consente quasi sempre di raggiungere una qualità della vita cui il paziente può adattarsi in un livello di normalità accettabile. Certamente per questo occorre una diagnosi precoce e una competenza medico e chirurgica decisamente specialistica. Ma occorre anche una organizzazione sociale e sanitaria che sostenga il paziente nel diffi cile cammino verso un riconquistato livello di effi cienza. È proprio questo lo scopo del Centro e del libro che merita quindi di essere letto perché insegna come debba organizzarsi la medicina per rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini. Bruno Rimoldi



scarica le pagine del periodico: Toscana Medica N°7 Luglio-Agosto 2014






9 Giugno 2013: CORRIERE DELLA SERA – “Forza e «guanti di velluto» per combattere la Miastenia”

(edizione Nazionale, pag. 47)

LA STORIA
Forza e «guanti di velluto» per combattere la miastenia.
Roberta Ricciardi si è ammalata a 14 anni e adesso, all’ospedale di Pisa, cura (da sola) 4500 pazienti

MILANO – Era in vacanza quando la malattia l’ha assalita la prima volta. Roberta Ricciardi aveva solo 14 anni e la vita davanti, mentre con la consueta energia affrontava una via ferrata in montagna e all’improvviso sentì cedere le gambe. «Per un pelo non sono caduta giù e non so dove ho trovato la forza per arrivare in cima – racconta -. Nelle settimane successive venni sopraffatta da una stanchezza crescente, sentivo che c’era qualcosa di strano e non capivo il perché. Nel giro di un mese cominciai a vedere doppio e iniziai una trafila infinita di visite mediche». In principio i medici dettero la colpa allo stress, a qualche pena d’amore adolescenziale, alle fatiche dello studio: nessuno capì che dietro a quegli strani sintomi covava una malattia neurologica grave. Intanto, Roberta non riusciva più nemmeno a masticare e inghiottire, si era ridotta a 40 chili. Si pensò allora a una grave depressione o a un tumore al cervello.

LA DIAGNOSI – Ci volle una crisi respiratoria, quasi fatale, per arrivare alla diagnosi giusta. «Un giorno smisi di respirare – ricorda -. Mi ripresero per i capelli, attaccandomi a un respiratore. E lì, in rianimazione, per la prima volta dopo circa quattro mesi dall’inizio dei sintomi sentii dare un nome alla mia malattia: miastenia gravis». Quasi una condanna, negli anni ’70, perché nessuno sapeva come combatterla e non era chiaro come e perché si sviluppasse. Così Roberta in pochi mesi finì immobile in un letto di terapia intensiva. «Nonostante avessi la tracheotomia e fossi costretta a stare attaccata a un respiratore per sopravvivere, grazie all’ingenuità dei miei 15 anni volevo continuare a credere che la malattia prima o poi se ne sarebbe andata. Il mio cervello funzionava benissimo, continuai a studiare, come potevo, anche in quel letto d’ospedale. Dopo quattro anni di terapia intensiva fu allestita una piccola rianimazione in casa mia, perché potessi stare in un ambiente più confortevole e protetto: grazie a quella scelta coraggiosa ho potuto vivere la mia condizione in modo un po’ meno drammatico, circondata dall’affetto dei miei cari».

CORTISONE – Per sette, interminabili anni Roberta restò così, in bilico fra la vita e la morte. Poi, per caso, uno dei medici che la seguivano lesse un articolo scientifico statunitense in cui si raccontava di pazienti migliorati grazie al cortisone: anche lei iniziò la nuova terapia, ancora sperimentale nella miastenia. «La risposta dell’organismo fu immediata; nel giro di tre mesi mi staccarono dal respiratore e mossi i primi passi – spiega Roberta -. Cominciai a riprendermi e fra tantissime difficoltà provai a ricostruire la mia vita. Dopo un anno detti la maturità e presi la patente, nonostante avessi ancora la tracheotomia. Poi mi iscrissi a medicina, anche per capire e curare meglio la mia malattia. Ogni nozione nuova che apprendevo cercavo di applicarla al mio caso, iniziai ad “aggiustarmi” le terapie da sola. Man mano che andavo avanti capivo sempre di più che la mia miastenia non era una malattia inguaribile, come mi avevano detto fino ad allora, era solo una malattia curata male». Roberta scelse di specializzarsi in neurologia e già alla fine degli anni ’80 cominciò a spargersi la voce di quella dottoressa che era stata gravemente ammalata di miastenia e che curava i malati come lei, a Pisa. Lì trovavano speranza e cure adeguate, spesso la remissione totale della malattia.

GUARIGIONE – «I pazienti arrivavano e arrivano demoralizzati, convinti di avere una patologia invalidante contro cui non si può fare nulla – dice la dottoressa -. Io per loro sono la dimostrazione vivente che non è vero: sono in remissione totale da più di 15 anni, non assumo più terapie e non ho più sintomi, nuoto, sono tornata a percorrere le mie amate vie ferrate». Roberta si è sposata e ha avuto un figlio, una vita del tutto normale. E ama davvero i suoi malati. Lo si capisce quando parla di loro come fossero tutti un po’ figli suoi o quando ricorda casi che le si sono conficcati nell’anima. Per esempio, quella ragazza che come lei si è ammalata da adolescente e non riusciva più neanche a salire un gradino, mentre tutti intorno la credevano in preda all’esaurimento nervoso. «Anche lei è diventata un medico, sta benissimo, poco tempo fa mi ha mandato una sua foto in cima al Kilimangiaro. Certo, non tutti e non sempre possono tornare a scalare montagne, ma si può fare molto per chi ha la miastenia. Innanzitutto riconoscendola: la diagnosi a volte tarda ad arrivare, perché è una malattia subdola che colpisce all’improvviso persone sanissime, spesso giovani e forti. Così, si pensa a depressione, stress, ad altre malattie neurologiche».

GUANTI DI VELLUTO – Roberta ha imparato come affrontare la miastenia. «I medici a volte l’aggrediscono con terapie esagerate rispetto all’entità dei disturbi. Contro la miastenia bisogna usare il guanto di velluto, altrimenti si rischia di renderla ancora più intrattabile – spiega -. Ogni caso è un mondo a sé: bisogna capire come si manifesta la miastenia e, pian piano, “cucire addosso” a ogni ammalato il suo vestito terapeutico. Serve tempo, ascolto, attenzione e tanta esperienza, solo così si ottengono i risultati migliori. Con le giuste terapie si può arrivare alla remissione totale dei sintomi, un traguardo straordinario anche se non è una vera e propria “guarigione”, perché, come tutte le malattie autoimmuni, la miastenia è cronica e quindi soggetta a possibili ricadute, in realtà molto rare dopo periodi lunghi senza sintomi. Sono sempre più convinta che non esistano forme di miastenia incurabili, ma che ci siano ancora tante miastenie curate male: la mia storia e quella di tanti altri malati ne sono l’esempio».

AMBULATORIO – La sola, enorme paura di Roberta non è più la miastenia gravis, è che cosa succederà al suo ambulatorio e ai suoi pazienti quando lei andrà in pensione. «Nonostante i tanti anni di attività e i risultati ottenuti, continuo a non avere una struttura dedicata dove accogliere i malati che ho in carico e soprattutto non mi è stato affiancato nessun neurologo cui “passare le consegne”. Sarebbe bastato affidarmi due medici, un infermiere e due o tre posti letto per poter dare sicurezza e continuità assistenziale a migliaia di ammalati. Volevo qualcuno a cui insegnare quanto ho imparato in quasi trent’anni dedicati alla miastenia, qualcuno a cui affidare i miei malati, ma per ora solo un sogno. Ed è un dolore immenso». I pazienti conoscono la dedizione di Roberta, arrivano a Pisa da tutta Italia e dall’estero: sanno che saprà gestire la loro miastenia caricandosela sulle spalle, come dice lei. Chi lo farà dopo Roberta?
ELENA MELI – CORRIERE DELLA SERA








20 Maggio 2013: …dalla Newsletter n. 2/2013 del Centro Regionale Sangue – REGIONE TOSCANA


Editoriale: Vivere la Miastenia

“Avevo solo quattordici anni, una vita piena di vita e un futuro ricco di speranze e di sogni come può avere solo ogni ragazzina di quell’età. I miei vocabolari di greco e di latino, le mie scarpette da danza classica, la mia passione per la montagna, per le mie Dolomiti, per quei sentieri percorsi con vigore e spensieratezza, con la certezza di raggiungere sempre la vetta. Proprio su un sentiero di montagna ho invece sentito improvvisamente cedere le mie gambe e quella meta, sempre conquistata senza fatica è diventata improvvisamente quasi impossibile da raggiungere… Così è cominciata la mia avventura con lei, la Miastenia Gravis, una malattia per me sconosciuta come lo è per la maggior parte delle persone fino a quando non arriva all’improvviso sconvolgendone completamente la vita. Questa malattia coinvolge tutti i muscoli volontari facendo perdere loro tono e forza. Così è successo anche a me e nell’arco di soli tre mesi anche i muscoli respiratori si sono fermati e io mi sono trovata in una Rianimazione attaccata ad un respiratore per poter sopravvivere. Sette lunghi anni sono rimasta in quelle condizioni senza sogni, senza speranze, lottando quotidianamente con mille complicanze per poter sopravvivere… Poi la scoperta della patogenesi autoimmune della miastenia e l’inizio della terapia cortisonica mi hanno consentito di riprendere piano piano a vivere… Da questa terribile esperienza è nata quindi la mia voglia di studiare medicina e di dedicare poi tutta la mia vita professionale allo studio e alla cura di questa malattia.
Sono così diventata un medico, specialista in neurologia e oggi ho in carico circa 4500 pazienti affetti da miastenia a cui mi impegno con tutta me stessa a ridare una vita normale come l’ho restituita a me stessa. Fra le varie armi terapeutiche a disposizione per la cura della miastenia oggi abbiamo un’arma in più. Ci sono infatti le Immunoglobuline endovena, un derivato del sangue che ci permette di bloccare le fasi più acute e drammatiche della malattia. Per ottenere il quantitativo di Immunoglobuline necessario per un trattamento per un solo ammalato di miastenia, della durata di 5 giorni, occorre lavorare il sangue ottenuto da circa 250 donazioni. Ecco perché oggi io mi sento in dovere di affiancare le Associazioni di Donatori di sangue nel sostenere la donazione perché solo grazie al dono noi possiamo garantire a questi ammalati un presidio terapeutico che permetta di evitare loro un calvario sovrapponibile a quello che io ho vissuto nella mia adolescenza.
A tutti gli sconosciuti donatori di sangue va quindi il mio grazie personale insieme a quello di tanti, tanti pazienti affetti da Miastenia.”


Roberta Ricciardi
Medico neurologo Resp. Ambulatorio per la diagnosi e la terapia della Miastenia Gravis AOUPisa









13 Marzo 2013 – IL TIRRENO: Miastenia, malattia fantasma – Curato a Pisa il 50% dei casi


Leggi l’articolo sul quotidiano: “IL TIRRENO”

testo integrale dell’ articolo, pubblicato in occasione dell’ incontro di aggiornamento sulla Miastenia Gravis ( vedi “News e comunicati”) tenutosi a Pisa il 9 Marzo 2013:

PISA. Per numero di pazienti è considerata una malattia rara, per il Servizio Sanitario Nazionale è invece solamente cronica, per lo Stato non fa nemmeno parte della lista d’aggiornamento che comunque è ancora bloccata dal 2001, per la Regione Toscana è stata inserita nel registro delle malattie rare ma solo come extra-decreto ministeriale, il tutto mentre l’Unione Europea ha dato tempo fino al termine del 2013 ad ogni Paese per presentare un piano strategico verso le malattie rare.

Dove sta il problema? Avere la denominazione di malattie rare consente l’esenzione dei ticket per visite, esami diagnostici e farmaci. Parliamo di miastenia “gravis”, una progressiva e grave affezione neuromuscolare che colpisce 10 mila persone in Italia, metà delle quali fa riferimento all’ambulatorio dell’Aoup, diretto dalla dottoressa Roberta Ricciardi.

L’Associazione che li riunisce (MIA) ha chiesto chiarimenti alle Istituzioni nell’assemblea di ieri, per una malattia che loro stessi definiscono “fantasma”. Ovviamente chi ne ha avuto le possibilità, perché il futuro clinico deve tener conto di grosse difficoltà alla masticazione, alla deglutizione, alla deambulazione e, a volte, anche alla respirazione. Nell’intervento d’apertura, all’Ospedale di Cisanello, Roberta Ricciardi ha ringraziato tutti coloro che a vario titolo l’affiancano (medici, infermieri, tecnici, volontari, donatori di sangue). Per dare un’idea: cinque giorni di terapia a base di immunoglobuline in vena impongono l’utilizzo di 250 donazioni di sangue. Sono intervenuti fra gli altri il presidente della IIIa Commissione Regione Friuli Venezia Giulia, Giorgio Venier Romano e il direttore generale dell’Aoup Carlo Rinaldo Tomassini.
–Gian Ugo Berti






O.Ma.R (Osservatorio Malattie Rare) 01 Febbraio 2012

Miastenia, la dottoressa Ricciardi e la terapia medica-umana

In Italia i centri che si occupano di questa patologia sono pochi e tra essi il più rinomato per la diagnosi e la cura è l’Ospedale Cisanello di Pisa. Qui lavora la Dottoressa Roberta Ricciardi, un tempo malata di miastenia ed ora Neurologa, Presidente dell’Associazione MIA Toscana e punto di riferimento per pazienti provenienti da tutta Italia.

Tutto l’articolo:
http://www.osservatoriomalattierare.it/attualita/1556-miastenia-la-dottoressa-ricciardi-e-la-terapia-medica-umana





TOSCANA OGGI, 20 Novembre 2011

leggi l’ articolo : “Quando medico e malato si prendono per mano” ( 400 Kb )

“non c’è davvero dono più prezioso, dell’amore dei miei pazienti…e di tutto questo, ebbene sì, devo ringraziare proprio la Miastenia!”







Il Tirreno, 7 Agosto 2011

leggi l’ articolo : “la guerra di Roberta alla ‘grande bestia’ che voleva ucciderla” ( 600 Kb )







Più Salute – Febbraio 2010

leggi l’ articolo “La dottoressa che si è curata da sola”, nella rubrica “Storie Straordinarie” ( 980 Kb )









Pisa – 16 Ottobre 2009: Presentazione del libro ‘Vivere la miastenia’ nell’ Aula Magna storica della Sapienza

leggi l’ articolo su la Nazione” del 16 ottobre







in occasione del Convegno: “25 Anni di Miastenia a Pisa – Luci ed ombre nell’esperienza di cura di questa malattia”




Toscana Qui

…dopo 30 anni di esperimenti terapeutici su se stessa,usando tutte le armi farmacologiche e chirurgiche a disposizione, riesce a liaberarsi dalla miastenia… “Le istituzioni sanitarie non hanno ritenuto opportuno darmi la possibilità di formare allievi e quindi ho un solo collaboratore”…purtroppo l’esperienza di vita di Roberta non è replicabile …
Leggi l’ Articolo, pagina 1. Leggi l’ Articolo, pagina 2.






HEADLINE, 1 Aprile 2009

“Miastenia Grave, da 25 anni Pisa è all’avenguardia nella cura alla malattia”
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Il Tirreno, 4 Aprile 2009

“Lettera aperta dei pazienti al Direttore Generale dell’ Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana” ( .. dopo il Convegno del 28 Marzo 2009 a Pisa ..)
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Il Nuovo Corriere Di Firenze, Marzo 2009

“Miastenia, troppi casi: l’ Ambulatorio scoppia”
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Il Tirreno, 29 Marzo 2009

“Una struttura per miastenici: APPELLO di 4.000 pazienti all’ Azienda ospedaliera ”
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Il Tirreno, Marzo 2009

“Da malata, a medico che ha battuto la miastenia” … vengono da tutta italia….Attualmente, gli ammalati miastenici vengono seguiti all’ interno del Dipartimento Cardiotoracico del Cisanello,in uno studio messo a disposizione grazie a una convenzione con l’ Aoup. ..necessitano di approcci multidisciplinari… Interverrano numerosi esperti ( chirurghi toracici, pneumologi, anestesiti-rianimatori, infermieri )…
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La Repubblica, Marzo 2009

“Miastenia, la dottoressa che vogliono tutti i pazienti” … un punto di riferimento in Italia per la patologia … ‘Non creo un gruppo perchè non mi danno gli strumenti. C’è solo un giovane medico che viane da me due mattine’….nascerà una scuola? ..
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GONEWS, Marzo 2009

“Un convegno … per parlare di miastenia” … Ora per farsi curare arrivano a Pisa pazienti provenienti da tutto il mondo e sono più di 4 mila l…
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QN, Marzo 2009 ( Quotidiano Nazionale – Quotidiano.Net )

“…ora in migliaia si curano da lei” … Sarà l’ occasione per valutare la strada compiuta…ma anche per cercare le risorse adeguate a creare un pool di esperti in grado di ACQUISIRE LE COMPETENZE della neurologa pisana e aiutare altre migliaia di pazienti a uscire dal tunnel…
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SANITAnews – speciale malattie rare, 31 Marzo 2009

“A Pisa un convegno fa il punto sulla miastenia” …Ottenere un riconoscimento istituzionale sanitario per curare la miastenia grave all’interno del Dipartimento Cardiotoracico dell’ospedale Cisanello di Pisa, con un numero adeguato di posti letto specifici. La richiesta arriva dai 4000 malati che da ogni parte d’Italia affluiscono a Pisa per la cura di questa malattia rara..
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notizie di agenzia, Marzo 2009

Adnkronos, 26 Marzo: “Sabato a Pisa un Convegno sulla Miastenia Grave” (file PDF, 10 Kb. )
Adnkronos, 26 Marzo “Da tutto il mondo a Pisa per farsi curare la miastenia da una dottoressa “speciale”” (file PDF, 10 Kb. )
AGI, 26 Marzo: “Miastenia Grave: 25 anni di esperienza pisana” (file PDF, 10 Kb. )
AGI, 26 Marzo: “Miastenia Grave: 25 anni di esperienza pisana (2)” (file PDF, 10 Kb. )
ANSA, 26 Marzo: “Era malata di Miastenia, ora medico cura quelli come lei” (file PDF, 10 Kb. )




Articoli precedenti




La voce del popolo, Settembre 2005

“Miastenia grave: imbrigliarla si può” La malattia non è così rara come si crede: è solo poco conosciuta e poco riconosciuta. (…) Come si manifesta (…) Il calvario della diagnosi (…) Test e loro validità (…) I rischi (…) Le terapie (…) Si può guarire? (…) Fiume: Associazione valida ma senza sede (…)
Leggi l’ Articolo. (750 Kb. )




La Nazione, Dicembre 2004

“Come innamorarsi della miastenia” L’ esperienza della dottoressa-cavaliere. (…) Carlo Azeglio Ciampi le ha conferito nel 2003 il titolo di Cavaliere della Repubblica.
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Il Tirreno, Dicembre 2004

“Un libro sulla miastenia” (…) Con lo stesso stile del libro è nato anche il tour “Vivere la miastenia” (…) Gli incontri toscani rappresentano anche un tentativo di sensibilizzare la sanità toscana (…)
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La Nazione, Marzo 2004

“Dottoressa malata si inventa la cura e riesce a guarire” Ora la applica ai suoi 2.000 pazienti. (…) Un percorso fisico e spirituale tanto complesso quanto affascinante (…) Il Presidente Ciampi l’ ha insignita al titolo di Cavaliere della Repubblica per meriti medico-scientifici (…)
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Marzo 2004

“Neurologa in prima linea” A Roberta Ricciardi il premio “Pisa Donna 2004” (…) La laurea, il matrimonio con un compagno di Università, la maternità ( …) Dal 1996 è la responsbile dell’ ambulatorio per la miastenia della Clinica Neurologica (…)
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Marzo 2004

“Dottoressa coraggio premiata in comune” A Roberta Ricciardi il “Pisa Donna” 2004.
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Il Tirreno, Febbraio 2004

“Così ho vinto la mia battaglia” Roberta, medico e paziente, ci spiega la miastenia. ( …) La presentazione del libro “Vivere la miastenia” scritto a quattro mani con Giovanni Paolo Fontana, Franco Angeli editore.
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[ Donne ] 2003

“Roberta, il medico della speranza” Un bel nome latino per una malattia che non si sapeva come curare ( …) Poi scelsi la facoltà di medicina, altra follia per le mie condizioni di allora (…) Un libro per conoscere, scritto in collaborazione con il giornalista Giovanni Paolo Fontana.
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Settimanale CHI – Le nuove frontiere della medicina

“Miastenia: E’ il momento di tirar fuori i muscoli” Intervista al prof. Ferdinando Cornelio, direttore scientifico dell’ istituto neurologico Carlo Besta di Milano e vice-presidente dell’ AIM. (…) Luciano Pavarotti ha sostenuto diverse iniziative a favore dell’ AIM.
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Il Corriere della Sera, Maggio 2003

“Miastenia, ecco nuove frontiere” La Dottoressa premiata da Ciampi per l’ impegno profuso nella lotta alla malattia autoimmune.
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Novi List ( Croazia) , Maggio 2003

“Incontro di aggiornamento sulla miastenia gravis” Tappa del tour “viverelamiastenia”.
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Il Giornale del Medico, Dicembre 2002

“Per contrastare la Miastenia” Dall’ AIM ( Associazione Italiana Miastenia Gravis – Onlus) aiuto ai pazienti e informazione ai medici. (…) L’ AIM, tra le varie attività, sta organizzando giornate di aggiornamento per medici di famiglia; inoltre è statto attivato un forum per camici bianchi e pazienti, su un nuovo sito internet. (…) Per non rischiare si scambiare i sintomi con quelli sella depressione, massimo ascolto del paziente. (…) Aspetti clinici e approcci terapeutici alla patologia. (…) Un libro di speranza ( Di Roberta Ricciardi e Paolo Fontana).
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Famiglia Cristiana, Dicembre 2001

“Da paziente a medico, la sfida di Roberta” (…) Poi per caso lesse una rivista medica dell’ Istituto neurologico Besta di Milano. Il professor Ferdinando Cornelio sperimentò una terapia a base di cortisone che le permise un lento ritorno alla normalità. E scoppiò la sua voglia di vincere la miastenia con la scienza (…) Segue migliaia di malati ed è tra i maggiori specialisti italiani del settore. ( …)
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Stop, Agosto 2001

“L’ Angolo della Solidarietà” … Ben diversa è invece l’ enorme stanchezza causata da una malattia autoimmune, la miastenia. (…) Individuandola in tempo e curandola in modo mirato, oggi si vince la miastenia nella maggioranza dei casi (…) I centri specializzati sono troppo pochi e non abbastanza collegati (…)
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La Repubblica, Giugno 2001

“In prima linea contro la Miastenia” L’ Appello: c’è una spaventosa carenza di plasma usato nelle terapie. (…) Una donazione di plasma richiede dai 30 ai 40 minuti contro i 10 di una donazione di sangue e per i lavoratori dipendenti la giornata è retribuita (…) Queste nuove terapie servono a far superare ai malati gli stati critici (…) Se io avessi avuto la plasmaferesi o le immunoglobuline endovena, forse avrei dovuto tenere il respiratore un’ ora o un gionro. Non sette anni (…)
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Fratres, n° 5 – 2001

“Rischiò di morire, oggi cura la sua stessa malattia con i derivati del plasma” Proprio per l’ importanza del plasma nella cura di queste e di altre gravissime malattie, la dottoressa Ricciardi si presta volentieri a fare da testimonial per promuovere questo tipo di donazine, ancora poco conosciuta e poco diffusa in Italia (…)
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Toscana Oggi, Maggio 2001

“A 14 anni rischiò la morte, oggi cura gli altri malati” L ‘incredibile storia di Roberta Ricciardi, per 7 anni in terapia intensiva, oggi responsabile dell’ ambulatorio per la Miastenia del ‘Santa Chiara’ di Pisa. (…) Proprio per questo sono sempre disponibile a raccontare la mia storia, se può servire a promuovere la donazione del plasma (…)
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Il Salvagente, Marzo 2001

“Il Mestinon? E’ in Retard…” L’ Associazione chiede che la Sanità prema sull’ Icn perchè il farmaco (Mestinon 60 ) sia presto ridistribuito con regolarità. (…) Altra questione scottante è quella dell’ inserimento nel nostro prontuario farmaceutico del Mestinon Retard (…) Per una confezione di 100 compresse prodotte in Canada siamo sulle 550.000 lire (…)
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Il Corriere della Sera, Novembre 1999

“Curo i malati come me” Sono almeno 15.000 in Italia le persone che soffrono di Miastenia. (…) DOVE PUOI TROVARE LA GIUSTA ASSISTENZA (…) Tutte le armi in campo, dai farmaci all’ intervento chirurgico (…)
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Il Salvagente, Novembre 1999

“Quando le forze vanno via di colpo” …malattia autoimmune ancora poco conosciuta, ma che si può curare. (…) Che cosa è (…) Come si manifesta (…) DOVE SI CURA
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Salve, Ottobre 1999

“Associazioni per la Salute” L’ AIM, un’ associazione giovane che ha bisogno di aiuto, vuol essere un punto di riferimento per i malati (…)
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Il Messaggero di S. Antonio, Febbraio 1999

“Sconfiggere l ‘ immobilità” “Dottore mi si chiude una palplebra … non è niente signorina, è un fatto nervoso. Mi creda Dottore, ho anche difficoltà a deglutire ” (…) La miastenia infatti, colpisce qualsiasi muscolo volontario (…)
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Sanità Amica, Luglio 1995

“Sportivo come prima” Iniziò tutto all’ improvviso, nel Novembre del 1988, da una prima difficoltà di parola (…) La malattia mi ha cambiato, oggi affronto la vita in maniera diversa (…)
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Bollettino dell’ Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti, Dicembre 1992

“La Miastenia Grave, male poco conosciuto” La malattia, i sintomi, la terapia. (…) La Miastenia è per molti una malattia sconosciuta, eppure, anche se non la si sente ricordare molto spesso, è un male, invece, diffuso (…) La “stanchezza” in questa malattia, è del tutto particolare ì, e non assomiglia minimamente alla spossatezza delle persone sane (…) I farmaci (…)
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I libri sulla Miastenia

I Libri sulla Miastenia a cura della Dott.ssa Roberta Ricciardi
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